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Il carbone

Cosa sono e come si sono formati i carboni fossili? Come possiamo classificarli?

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Il Carbone Fossile: un combustibile strategico e controverso

Il carbone è un combustibile fossile solido, una roccia sedimentaria di origine organica composta principalmente da carbonio, idrogeno e ossigeno. Nonostante la spinta verso la transizione energetica, rimane ancora oggi una delle fonti primarie per la produzione di energia elettrica a livello globale, pur portando con sé criticità ambientali e sanitarie di estrema gravità.

1. Il Processo di carbonizzazione

La formazione dei depositi carboniferi risale a circa 345 milioni di anni fa (Era Paleozoica). In questo periodo, un clima caldo-umido e un’elevata concentrazione di $CO_2$ atmosferica favorirono lo sviluppo di immense foreste lussureggianti.

Il processo che ha trasformato il legno in minerale è detto carbonizzazione e avviene in fasi precise:

  • Seppellimento: Le foreste, sommerse dalle acque, vennero ricoperte da sedimenti (sabbie e argille).

  • Condizioni Anaerobiche: L’assenza di ossigeno impedì la normale decomposizione del legno.

  • Azione di Pressione e Temperatura: Il peso degli strati sedimentari e il calore terrestre hanno innescato una trasformazione chimica, eliminando acqua e gas e aumentando la concentrazione di carbonio.

2. Classificazione in base allo stadio di fossilizzazione

Le diverse tipologie di carbone si distinguono per l’età geologica e, di conseguenza, per il potere calorifico (la quantità di calore sprigionata durante la combustione).

Varietà Caratteristiche Tecniche
Torba Stadio iniziale; alto contenuto di acqua, scarso valore energetico.
Lignite Carbone “giovane” (65 mln di anni); utilizzato quasi esclusivamente nelle centrali termoelettriche vicine alle miniere.
Litantrace Il carbone fossile più comune; estratto tra 400 e 1200 metri, è fondamentale per l’industria siderurgica (Coke).
Antracite Il più antico e pregiato; contiene oltre il 90% di carbonio, brucia lentamente con altissimo rendimento termico.

3. L’impatto ambientale

L’utilizzo del carbone è il principale responsabile dell’impatto antropico sul clima. La sua combustione genera sottoprodotti estremamente nocivi:

  • Gas Serra: È la fonte principale di Anidride Carbonica (CO2), motore del surriscaldamento globale.

  • Tossicità Atmosferica: Produce Monossido di Carbonio (CO), pericoloso per il sistema cardiovascolare, e residui di metalli pesanti altamente tossici come nichel, cadmio, mercurio, piombo e arsenico.

  • Degrado del Suolo: Le miniere a cielo aperto comportano la distruzione totale del suolo superficiale e della biodiversità locale.


4. L’estrazione mineraria: un ambiente ad alto rischio

Le miniere sotterranee rappresentano uno degli ambienti di lavoro più ostili. Situate spesso a profondità superiori ai 200 metri, presentano condizioni critiche:

  1. Microclima estremo: Temperature costanti intorno ai 30 °C e tassi di umidità elevatissimi.

  2. Patologie Professionali: L’esposizione prolungata alle polveri sottili causa gravi malattie respiratorie (come la silicosi e l’antracosi).

  3. Rischio Esplosione: L’incendio dei gas prodotti dal giacimento, come il metano (gas grisù), può essere innescato da una minima scintilla, causando spesso incidenti mortali.


Conclusione

Il carbone è stato il combustibile della Prima Rivoluzione Industriale. Oggi, la sfida della Tecnologia è quella di sostituirlo con fonti rinnovabili che non compromettano l’equilibrio della biosfera.

 

 

Fonti:

Wikipedia
TecnoMEDIA PLUS – Arduino – Lattes

 

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