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Cartelloni Educazione ambientale

Nelle prossime lezioni realizzeremo alcuni cartelloni, per rielaborare ciò che abbiamo appreso durante il percorso di educazione ambientale proposto da Geofor, e successivamente esporlo ai bambini delle quinte elementari

Come procederemo?

a) Suddividetevi in 6 gruppi

Suddividetevi in 6 gruppi, sulla base della possibilità di incontrarvi il pomeriggio, ma anche delle vostre abilità. Quindi non mettete tutti i bravi disegnatori in un unico gruppo!

Prima di proporre i gruppi all’insegnante, dovete essere tutti d’accordo sulla suddivisione. Quindi è necessario che ne parliate prima insieme, magari all’intervallo.

Entro il 13 febbraio dovrete comunicarmi i gruppi. Se dovessero risultare sbilanciati, sarò costretta a correggerli: preferirei evitarlo, quindi organizzatevi con criterio! 😉

b) Assegnate un tema differente a ogni gruppo

Assegnate un tema differente per ogni gruppo, a scelta tra i seguenti:

  1. Isole di plastica
  2. Plastiche riciclabili (nome, immagine, simbolo riciclo)
  3. Ciclo naturale chiuso
  4. Economia lineare e circolare 
  5. Principio gerarchico dei rifiuti (4R)
  6. Buone pratiche (eco-consigli)

Prima di proporre all’insegnante gli abbinamenti gruppo-tema, dovete essere tutti d’accordo.
Cliccate sui singoli temi per avere spunti o indicazioni.

c) Leggete attentamente il seguente articolo

Leggete attentamente il seguente articolo prima di iniziare il cartellone: ci troverete alcune importanti indicazioni su come procedere per fare un buon lavoro.

Come realizzare un cartellone

 

d) Un po’ di spunti per i singoli cartelloni

 

 

Isole di plastica

Video sulle isole di plastica:

Le isole di plastica

 

La seguente infografica del Museo del Design di Zurigo, tratta dal sito www.arpat.toscana.it, evidenzia i tempi di decomposizione dei rifiuti di plastica nel mare.

 

La seguente infografica realizzata negli Stati Uniti, tratta dal sito www.arpat.toscana.it, evidenzia l’estensione del fenomeno, i tempi necessari per la decomposizione della plastica (centinaia di anni) e l’impatto sugli animali marini.

 

 

Plastiche riciclabili (nome, immagine, simbolo riciclo)

Potete prendere spunto dal seguente articolo: 

I polimeri degli imballaggi – Corepla.it

e dall’immagine sottostante:

 

 

Ciclo naturale chiuso

Il ciclo naturale che regola la vita di tutti gli esseri viventi non prevede il concetto di rifiuto: ciò che un qualsiasi organismo scarta diventa materia prima per qualcun altro. La natura opera quindi un continuo e completo riciclo di qualsiasi materiale, in un
sistema definito a ciclo chiuso, per il quale non esistono rifiuti ma solo risorse.

Le attività gestite dall’uomo, invece, sono basate su un modello dove, come conseguenza di un prelievo massiccio di materia ed energia dall’ambiente per produrre beni di consumo, c’è una altrettanta massiccia produzione di rifiuti che hanno un impatto sull’ambiente stesso. Inoltre, con la nascita dell’industria chimica sono stati immessi sul mercato nuovi prodotti, sintetici, non biodegradabili, che la natura non è in grado di riciclare, aprendo in tal modo il ciclo chiuso della natura. Le materie prime vengono estratte e utilizzate per costruire beni che, terminato il loro scopo, vengono eliminati e accumulati.
In questo sistema il rifiuto è uno scarto che, ponendosi al di fuori del ciclo della materia e dell’energia, rappresenta un serio problema per il Pianeta, aggravato dal fatto che negli ultimi anni la popolazione mondiale, che produce rifiuti, è cresciuta in maniera esponenziale.

 

 

Economia lineare e circolare 

ECONOMIA: modo di operare volto ad ottenere il massimo vantaggio con l’impiego di un quantitativo minimo di risorse

ECONOMIA LINEARE: un bene prodotto ha uno scarto che non viene riutilizzato, diventando quindi un rifiuto

Purtroppo nell’ultimo secolo il modello di crescita economico lineare ha caratterizzato la nostra storia, un’economia di mercato basata sull’estrazione di materie prime, sulla produzione ed il consumo di massa e sullo smaltimento degli scarti una volta raggiunta la fine della vita del prodotto. Questo incessante flusso di estrazione e dismissione, inefficiente e costoso è stato, ed è tuttora, una delle principali cause di fenomeni come l’inquinamento marino e terrestre, l’emissione di gas serra e del conseguente cambiamento climatico , oltre ad essere la causa di sanguinose guerre per il controllo delle materie prime.

Pertanto, l’adozione di un modello di sviluppo alternativo è attualmente sempre più necessaria per migliorare le condizioni ambientali del nostro pianeta e quelle della vita dei suoi abitanti. Ecco come è nato il nuovo modello di economia circolare: un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo.

ECONOMIA CIRCOLARE: un bene prodotto ha uno scarto che diventa una risorsa per qualcun altro

 

 

 

Principio gerarchico dei rifiuti (4R)

La gestione dei rifiuti è l’insieme delle politiche, procedure o metodologie volte a gestire l’intero processo dei rifiuti:

  • produzione
  • raccolta
  • trasporto
  • trattamento (recupero, riutilizzo, riciclo oppure smaltimento in discarica o inceneritore) 

L’obiettivo deve essere quello di ridurre gli effetti dei rifiuti sulla salute umana e il loro impatto sull’ambiente.

Una corretta gestione del ciclo dei rifiuti deve seguire la gerarchia schematicamente rappresentata come una piramide, da applicarsi in ordine di priorità dall’alto verso il basso

 

 

 

Buone pratiche (eco-consigli)

Cosa possiamo fare noi consumatori? Ecco alcuni consigli pratici per fare la differenza:

 

Tratto da:

  • “Il gioco delle 4R – Dispensa per gli insegnanti”, A2A Ambiente
  • “Uniti per un mondo senza rifiuti – Percorso didattico di educazione ambientale 2019-2020”, Geofor
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