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Depurazione delle acque reflue

Dove va a finire l’acqua di scarico delle nostre case e delle industrie? Cos’è un impianto di depurazione? Come funziona?

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Nei fiumi vivono famiglie di particolari batteri che si nutrono delle sostanze inquinanti presenti nell’acqua. Digerendole, le trasformano in sostanze non più nocive, innescando un processo di autodepurazione.

Su gentile concessione dell’Associazione La Tartaruga

Fino all’inizio degli anni settanta, le acque reflue civili e industriali venivano inviate direttamente nei fiumi e nel mare. La quantità di sostanze inquinanti scaricate nei ricettori idrici era troppo elevata per essere smaltita dai processi di autodepurazione dei batteri.

Su gentile concessione dell’Associazione La Tartaruga

 

Oggi, invece, l’acqua sporca (detta liquame) proveniente dalle fognature viene “pulita” con i depuratori, cioè impianti che separano dall’acqua la parte inquinante. L’acqua depurata viene immessa in un corpo idrico ricettore, ad esempio un fiume. Il materiale di scarto, separato dall’acqua nei vari passaggi depurativi, viene chiamato fango. I fanghi del depuratore Aquarno vengono inviati all’impianto Ecoespanso dove vengono usati per produrre un materiale riciclato che viene comunemente utilizzato nel settore dell’edilizia.

All’interno di un depuratore si cerca di creare, in maniera artificiale, un habitat favorevole allo sviluppo e alla vita di questi batteri presenti in natura nell’acqua dei fiumi, in modo da rendere possibile la depurazione di acque contenenti grandi quantità di inquinanti.

Quali sono i principali trattamenti che si susseguono in un depuratore?

mappa IMPIANTO DEPURAZIONE acque scarico scuola tecnologia duepuntozero

 

Guarda questo video realizzato da Acque SpA in collaborazione con l’associazione La Tartaruga presso il depuratore di Pagnana, vicino ad Empoli:

 

Esercizi interattivi

Vero o falso?

 

 

Trattamenti nell’impianto di depurazione

 

 

L’impianto di depurazione

Pretrattamenti fisici

All’inizio di ogni impianto di depurazione ci sono i cosiddetti pretrattamenti fisici, che rupuliscono il liquame dagli inquinanti più grossolani: sono

  • il sollevamento
    solleva il liquame in arrivo dalle fognature sotterranee attraverso appositi macchinari (le pompe di sollevamento)
  • la grigliatura
    ferma attraverso una rete metallica i materiali più grandi
  • la dissabbiatura
    elimina la sabbia

Per quanto riguarda i reflui industriali c’è un passaggio in più, quello nella vasca di

  • preossidazione o desolforazione, necessaria a trasformare sostanze dannose per l’ambiente e maleodoranti (solfuri) in sostanze non nocive e prive di odore (solfati).

 

Ossidazione biologica

In questa vasca sono presenti dei batteri, che producono una speciale sostanza viscosa che li fa aggregare tra loro, intrappolando anche particelle inquinanti: si formano i fiocchi di fango (flocculazione). Si tratta di batteri aerobi: per vivere hanno bisogno di ossigeno, che viene immesso nella vasca dal fondo. Per questo motivo il liquame sembra bollire.

Sedimentazione

In questa vasca il liquido è fermo. I fiocchi di fango, più pesanti, si depositano sul fondo separandosi dall’acqua.

Arrivati a questo punto inizia la linea fanghi.

Linea fanghi

Il fango separato dall’acqua viene

  • in parte  rimesso in circolo nelle vasche di ossidazione (fango di ricircolo) per mantenere la concentrazione ottimale di batteri necessaria a depurare il liquame
  • in parte (fango di supero) viene riversato in apposite vasche (ispessitori) dove perde parte dell’acqua. Il fango ispessito viene successivamente inviato, attraverso un grosso tubo detto fangodotto, all’impianto Ecoespanso. Qui, viene trattato appositamente e trasformato  in un materiale non più nocivo simile ad una polvere, che viene utilizzata in edilizia.

 

Denitrificazione

Torniamo alla linea acqua. Dopo la sedimentazione si ha la vasca di denitrificazione. In questa vasca sono presenti batteri anaerobi (che vivono in assenza di ossigeno). Questi batteri attaccano i nitrati, inquinanti che derivano dall’ammoniaca presente nei reflui, e li trasformano in azoto (sostanza non nociva) che viene liberato nell’aria.

Alla denitrificazione viene inviata anche l’acqua rimossa dal fango di supero nell’ispessitore.

Dopo la denitrificazione si ripete un secondo ciclo di trattamenti (ossidazione biologica + disinfezione). Dalla vasca di ossidazione, viene inviata la parte di fanghi che si deposita sul fondo nuovamente alla denitrificazione, per evitare che i batteri anaerobi giungano nel sedimentatore finale.

 

Disinfezione

L’acqua infine viene disinfettata e chiarificata prima di essere restituita all’ambiente con l’immissione in un corpo idrico ricettore. Ad esempio, l’acqua proveniente dal depuratore Aquarno viene immessa nel canale Usciana (corpo recettore), che si congiunge con il fiume Arno all’altezza della località Ponte alla Navetta nel comune di Pontedera.

 

Il depuratore Aquarno in realtà è un impianto molto più complesso di quello descritto sopra:

 

Tratto da:

“Il percorso dell’acqua al depuratore Aquarno” –  Aquarno, Associazione socio Culturale Ambientale La Tartaruga;

http://www.depuratoreaquarno.it/

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