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Resine sintetiche: produzione e formatura

Cosa sono le resine sintetiche? Da cosa si ricavano? Come si possono classificare? A quali lavorazioni possono essere sottoposte? Cosa sono le gomme?

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Approfondimento

Estrusione e stampaggio per iniezione:

Stampaggio per iniezione

Stampaggio per soffiaggio

Stampa 3D

 

Resine sintetiche: produzione e formatura

Che cosa sono le resine sintetiche

Le resine sintetiche, chiamate comunemente materie plastiche, sono materiali artificiali prodotti dall’uomo. A differenza dei materiali naturali, non esistono in natura ma vengono ottenute attraverso la trasformazione di sostanze derivate dai combustibili fossili, soprattutto dal petrolio e dal gas naturale.

Le materie prime vengono sottoposte a processi chimici che trasformano le molecole iniziali in sostanze più semplici chiamate monomeri. Successivamente, i monomeri si uniscono formando lunghe catene molecolari dette polimeri. Questo processo prende il nome di polimerizzazione.

I polimeri costituiscono la base delle materie plastiche utilizzate per produrre moltissimi oggetti di uso quotidiano.

Gli additivi

Durante la lavorazione delle materie plastiche vengono aggiunte sostanze chiamate additivi, che servono a migliorare alcune caratteristiche del materiale.

Per esempio:

  • i coloranti danno colore alla plastica;
  • i plastificanti rendono il materiale più morbido ed elastico, come nei cavi elettrici;
  • gli stabilizzanti proteggono la plastica dal calore e dalla luce del Sole;
  • le cariche rinforzanti aumentano la resistenza del materiale;
  • gli additivi ignifughi rallentano la propagazione del fuoco, rendendo la plastica meno infiammabile.

Grazie agli additivi, le materie plastiche possono avere caratteristiche molto diverse a seconda dell’uso a cui sono destinate.

Classificazione delle resine sintetiche

Le materie plastiche si dividono principalmente in due grandi gruppi: termoplastiche e termoindurenti.

Le termoplastiche

Le resine termoplastiche rammolliscono quando vengono riscaldate e possono essere modellate più volte. Una volta raffreddate tornano solide.

Sono materiali:

  • economici;
  • facili da lavorare;
  • riciclabili più facilmente.

Con le termoplastiche si producono bottiglie, contenitori, tubi, sacchetti e molti oggetti di uso quotidiano.

Alcuni esempi di resine termoplastiche sono:

  • PET (Polietilene tereftalato)
    Caratteristiche: Trasparente e leggero.
    Utilizzi: bottiglie per bevande; contenitori alimentari; fibre sintetiche.
  • PE (Polietilene)
    Caratteristiche: Molto resistente e impermeabile.
    Utilizzi: sacchetti; flaconi; tubi; pellicole plastiche.
  • PVC (Policloruro di vinile)
    Caratteristiche: Resistente e facilmente lavorabile.
    Utilizzi: tubazioni; serramenti; cavi elettrici; pavimenti plastici.
  • PP (Polipropilene)
    Caratteristiche: Leggero e resistente al calore.
    Utilizzi: contenitori per alimenti; sedie di plastica; tappi; oggetti domestici.

Le termoindurenti

Le resine termoindurenti, invece, dopo il primo stampaggio diventano rigide in modo permanente e non possono più essere fuse.

Sono materiali:

  • molto resistenti al calore;
  • duri e robusti;
  • difficili da riciclare.

Vengono utilizzate per produrre oggetti che devono resistere alle alte temperature o agli urti.

Alcuni esempi di resine termoindurenti sono:

  • Bachelite
    Caratteristiche: Molto resistente al calore ed elettricamente isolante.
    Utilizzi: interruttori; prese elettriche; manici di pentole.
  • Resine epossidiche
    Caratteristiche: Molto resistenti e adesive.
    Utilizzi: colle; rivestimenti protettivi; componenti industriali.
  • Melammina
    Caratteristiche: Materiale duro e resistente.
    Utilizzi: piatti e stoviglie; rivestimenti di mobili e tavoli.

La formatura delle materie plastiche

Per trasformare le resine sintetiche in oggetti finiti si utilizzano diverse tecniche di formatura.

Stampaggio a iniezione

Nello stampaggio a iniezione la plastica fusa viene spinta all’interno di uno stampo grazie a una vite senza fine. Quando il materiale si raffredda assume la forma dello stampo.

Questo metodo è usato per produrre:

  • tappi;
  • giocattoli;
  • contenitori;
  • custodie.

Soffiaggio

Nel soffiaggio la plastica calda viene gonfiata con aria compressa all’interno di uno stampo.

Con questa tecnica si realizzano oggetti cavi come:

  • bottiglie;
  • flaconi;
  • taniche.

Compressione

Nello stampaggio per compressione il materiale viene schiacciato tra due parti di uno stampo riscaldato.

Questo sistema è utilizzato soprattutto per alcune resine termoindurenti.

Estrusione

Nell’estrusione la plastica fusa passa attraverso una matrice, cioè un’apertura sagomata che dà al materiale una forma continua.

Con questo procedimento si producono:

  • tubi;
  • profilati;
  • fili;
  • pellicole plastiche.

Calandratura e laminazione

Nella calandratura la plastica passa tra cilindri riscaldati che la trasformano in fogli e lastre sottili.

Questo procedimento viene usato per produrre rivestimenti plastici, pellicole impermeabili e materiali flessibili.

Le materie plastiche nella vita quotidiana

Le resine sintetiche sono materiali molto diffusi perché leggere, resistenti, economiche e facili da lavorare. Tuttavia il loro smaltimento può causare problemi ambientali, soprattutto quando non vengono raccolte e riciclate correttamente.

Per questo motivo oggi si cerca di:

  • ridurre l’uso della plastica monouso;
  • aumentare il riciclo;
  • sviluppare materiali biodegradabili e bioplastiche meno inquinanti.

 

Fonti

 

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